IL PENSIERO PEDAGOGICO - Materna Monticelli Brusati BS

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IL PENSIERO PEDAGOGICO

IL PENSIERO PEDAGOGICO
PENSIERO PEDAGOGICO
IL PENSIERO PEDAGOGICO DELLA NOSTRA SCUOLA
 
In una società sempre più votata alla velocità, alla produttività e alla competizione, noi crediamo nel diritto al tempo lento, ovvero nel diritto al tempo naturale della persona e soprattutto del bambino. Sosteniamo tale diritto:
 
·        ascoltando i bambini ed i loro racconti, così da accogliere le loro emozioni ed i loro vissuti affettivi e conoscerli veramente come persone uniche ed irrepetibili;
 
·        proponendo poche attività didattiche strutturate dall’adulto ma significative ed interessanti, ed in cui il bambino sia attivo protagonista del proprio conoscere, lasciandogli il tempo per soffermarsi e rielaborare quanto imparato;
 
·        parlando e ragionando con i bambini, per trovare insieme le risposte ai piccoli e grandi quesiti che ci pongono e costruire con loro il sapere che la quotidianità ed il mondo circostante ci offrono;
 
·        aiutando i bambini a “fare da soli”, accompagnandoli con pazienza alla conquista dell’autonomia e senza sostituirci a loro nelle attività quotidiane;
 
·        recuperando il piacere delle cose semplici e piccole, come giocare con i compagni o ascoltare una storia letta dalle maestre, ed il contatto con la natura e quindi il potersi sporcare di fango, l’annusare e toccare le foglie secche, l’osservare un’ape o un lombrico, ecc;
 
·        lasciando lo spazio ed il tempo per il gioco spontaneo e libero, da noi inteso non come momento di svago o passatempo, ma forma privilegiata di espressione e di sviluppo del bambino.
 
 
A PROPOSITO DI… STRUTTURAZIONE DEGLI SPAZI
 
Tutti gli spazi della scuola, dalle classi al salone, dal giardino alla palestra, sono pensati (e pure ripensati) per:
 
·        indurre sentimenti di calore, accoglienza e sicurezza;
 
·        sostenere l’incontro l’interazione e lo scambio sia tra i bambini che tra i bambini e gli adulti;
 
·        favorire esperienze dirette e concrete e l’autonomia del bambino.
 
La scuola diviene cosi luogo familiare ed accogliente, in cui potersi muovere ed agire in sicurezza e libertà, dove gli spazi, l’arredo e i materiali sono a misura di bambino per facilitare e stimolare la loro autonomia, sia a livello pratico che affettivo.
 
 
A PROPOSITO DI… ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA
 
Tutto il tempo della scuola, dall’entrata all’uscita, è prezioso ed importante, ed in ogni momento, se sostenuto dall’adulto, può diventare opportunità di educazione e crescita per il bambino. Curiamo quindi tutti i momenti della giornata scolastica, dal distacco con il genitore allo spuntino di metà mattina, dal pranzo al gioco in salone, dalla routine del bagno a quella del riordino dei giochi, ecc. La giornata a scuola è caratterizzata dal tempo disteso e lento (no alla fretta, poiché i tempi dei bambini non sono quelli degli adulti) e dalle attività ricorrenti (routine) che, da un lato, rassicurano il bambino permettendogli di percepire ed interiorizzare la scansione del tempo, dall’altro sono ricche di contenuti educativi e didattici.
 
 
A PROPOSITO DI …ATTIVITA’ DIDATTICHE
 
La mente è tutt’uno con il corpo: si può pensare, riflettere, far proprio solo qualcosa che prima è stato toccato, visto, annusato, gustato o udito da e con il corpo. Ecco dunque che le attività didattiche di sezione e di intersezione sono basate sul fare e sull’esperienza concreta e vedono i bambini protagonisti attivi del proprio percorso di conoscenza e sapere, permettendo loro così di raggiungere i concetti astratti. Cerchiamo di porre attenzione non tanto alla quantità delle proposte ma bensì alla loro qualità, convinte che sia meglio far poco ma bene e che a questa età sia importante sostenere il piacere della scoperta e la curiosità verso il mondo circostante.
 
A PROPOSITO DI… GIOCO LIBERO E SPONTANEO
 
Grazie alla conoscenza e all’approfondimento del pensiero pedagogico di B. Aucouturier, ideatore della Pratica Psicomotoria Aucouturier, siamo sempre più convinte dell’importanza del gioco libero e spontaneo nel percorso di crescita e maturazione del bambino. Il gioco libero e spontaneo è fondamentale perché attraverso di esso il bambino apprende e sperimenta la vita; è il linguaggio privilegiato grazie al quale si racconta ed esprime le proprie emozioni; è un periodo del suo sviluppo psicologico che va rispettato e favorito. Lo stesso Aucouturier scrive: “Il gioco dimostra che il bambino è impegnato in un processo di crescita […]. Il gioco è la forma di espressione privilegiata del bambino. È fondamentale per il suo sviluppo psicologico, prima del suo ingresso nel mondo della realtà e della cultura […]; per il bambino giocare è di vitale importanza, giocare è vivere: vivere il piacere dell’azione, il piacere della ripetizione, il piacere di rappresentarsi. Giocare è affermare la propria esistenza nel mondo. Giocare favorisce la comunicazione e il piacere di apprendere attraverso un’apertura all’intellettualizzazione”.
 
Favoriamo e sosteniamo tale preziosa attività:
 
·        lasciando il tempo adeguato ai bambini per farlo e non relegandolo ai “ritagli” di tempo;
 
·        offrendo, accanto ai giocattoli più classici e tradizionali (come puzzle, bambole, macchinine), materiali “destrutturati” e di recupero per poter favorire la fantasia e la creatività dei bambini (un telo può diventare un vestito, una scatola di cartone può diventare una barca, le foglie trovate in giardino cibo da cucinare, ecc);
 
·        predisponendo spazi adatti per il movimento e l’agire del bambino, sia all’interno che all’esterno della classe (perché giocare è usare il corpo e muoversi);
 
·        proponendo ai bambini della nostra scuola percorsi di Pratica Psicomotoria educativa condotti da uno psicomotricista dell’”Associazione Globo Centro di Formazione P.P.A” e da un’insegnante che si sta formando presso il medesimo centro.
 
 
A PROPOSITO DI…PRATICA PSICOMOTORIA AUCOUTURIER (P.P.A.)
 
La Pratica Psicomotoria educativa e preventiva viene ideata e perfezionata più di quarant’anni fa dal professor Bernard Aucouturier. Questa metodologia accompagna, sostiene i bambini e le bambine nel loro percorso di maturazione psicologica, favorendo un armonioso sviluppo psicofisico grazie all’integrazione tra le componenti motoria, cognitiva ed affettiva. Essa si fonda sul gioco libero e spontaneo che viene valorizzato e contestualizzato grazie ad uno spazio ben pensato, a materiali scelti con cura, a tempi precisi e all’atteggiamento dello psicomotricista. La Pratica Psicomotoria permette a ciascun bambino di esprimersi e raccontarsi attraverso il gioco ed il corpo, accompagnandolo nella sua maturazione a livello sia emotivo-affettivo che cognitivo e favorendo il passaggio dal piacere di agire al piacere di pensare.
 
A chi è rivolta?
 
Ai bambini e alle bambine dei gruppi coccinelle, gattini e passerotti, suddivisi in fasce di età.
 
Quando e per quanto tempo viene svolta?
 
Una volta a settimana per quindici sedute (ogni seduta dura circa un’ora)
 
Chi segue il progetto?
 
Per il gruppo passerotti lo psicomotricista Antonio Errico dell’Associazione Globo; per il gruppo delle coccinelle e gattini l’insegnate Denise Ravarini, attualmente in formazione presso il medesimo centro. Ogni gruppo è accompagnato dall’insegnate di riferimento di intersezione.
 
Dove si svolge?
 
Nella palestra interna alla scuola, allestita come una sala di P.P.A. dove una parte è dedicata all’espressività motoria libera (il gioco spontaneo) e un’altra parte è riservata all’espressività grafica e linguistica. In questi due spazi i bambini possono utilizzare liberamente il materiale specifico, senza poterlo spostare da un luogo all’altro.
 
Come è organizzata una seduta?
 
Ogni seduta è organizzata in cinque tempi:
 
·        rituale iniziale di ingresso, finalizzato ad accogliere i bambini e a ricordare loro che è vietato il passaggio all’atto (nella sala si gioco a far finta);
 
·        fase dell’espressività motoria, ovvero dell’agire spontaneo e del gioco, in cui i bambini possono utilizzare il materiale non strutturato (materassi, cubi e parallelepipedi di gomma piuma, teli, corde, una struttura per saltare e peluches) per vivere giochi senso-motori ed attivare la propria creatività;
 
·        fase del racconto della storia a cui i bambini partecipano attivamente intervenendo (possono così esprimersi e raccontarsi attraverso il linguaggio);
 
·        fase del disegno in cui i bambini possono disegnare e raccontare liberamente (possono così esprimersi attraverso il segno grafico e il linguaggio);
 
·        rituale finale di uscita con cui ci si saluta e si torna poi in classe accompagnati dalla maestra.
 
Atteggiamento dello psicomotricista
 
Lo psicomotricista accompagna e sostiene ciascun bambino in questo percorso, ponendosi in un atteggiamento di rispetto, di fiducia e di non giudizio, e condivide con lui il piacere di agire e comunicare. Grazie a ciò il bambino si sente accolto nella sua interezza e nelle sue emozioni, si sente compreso e sostenuto.
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